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CHIUSURA DOMENICALE: SVIZZERA E ITALIA AGLI ANTIPODI

Gli abitanti del canton ticino la domenica vanno a fare la spesa nelle località italiane vicino al confine portando tanto denaro liquido nelle casse italiane: purtroppo a breve le cose potrebbero non essere più così.





In questi giorni fa discutere la proposta del Ministro del Lavoro Luigi Di Maio di annullare la liberalizzazione in merito alle aperture domenicali varata durante il governo Monti e imporre la chiusura domenicale ai negozi. La Svizzera ha da tempo limitato le aperture durante la domenica e le altre festività. Per questo motivo gli svizzeri la domenica si recano negli stati confinanti per fare shopping: gli abitanti del Canton Ticino, per esempio, vanno a fare la spesa in provincia di Varese (come a Ponte Tresa o a Maccagno), nel Comasco, nel Verbano Cusio Ossola, a Ponte Chiasso: insomma in località vicino al confine. E gli altri svizzeri si spostano in Francia o Germania.

Nonostante la rassicurazione del vicepremier, secondo cui “Ci sarà sempre un posto dove andare a fare la spesa. Ci sarà un meccanismo di turnazione per cui resterà aperto il 25% dei negozi, gli altri a turno chiudono”, la questione sta arroventando le discussioni fra associazioni di commercianti, grande distribuzione, semplici cittadini e politici.

La proposta fa discutere anche all’interno del governo, dato che il Ministro dell’Agricoltura e del Turismo, Gian Marco Centinaio, ha dichiarato che “la proposta che abbiamo è di non bloccare le aperture domenicali nelle città turistiche”, dato che è impensabile chiudere le attività commerciali nelle località turistiche. Un’azione simile bloccherebbe il turismo nell’intero Paese. Un’ennesima serie di dichiarazioni, smentite e precisazioni interne al governo, che seguono ormai come da abitudine gli annunci roboanti da clima di campagna elettorale perenne. Già in campagna elettorale Di Maio si era occupato del tema, cercando di far approvare un progetto di legge che regolamentasse le chiusure domenicali, specialmente nei centri commerciali.

Secondo alcune associazioni di categoria  la chiusura domenicale obbligatoria determinerà la morte di migliaia di piccoli esercizi, con effetti negativi sul pil e sull’occupazione e un sensibile spostamento degli acquisti verso l’e-commerce. Dodici milioni di italiani fanno acquisti la domenica, e i giorni festivi rappresentano per loro l’unica occasione per dedicarsi allo shopping e alle compere. Privarli di tale possibilità attraverso misure che bloccano le aperture domenicali, equivale a dirottare gli acquisti dei consumatori verso l’e-commerce che, a differenza dei negozi tradizionali, non subisce alcun vincolo o limitazione.

Il cardinale Edoardo Menichelli, arcivescovo emerito di Ancona, a SkyTg24 ha dichiarato: “Nei colloqui con vari lavoratori sono stato sollecitato dagli stessi operai, dagli stessi impiegati e impiegate di questo o quel supermercato a dare loro una mano perché potessero riprendersi un po’ di tempo e un po’ di presenza viva e autentica all’interno della dimensione familiare. Questo è un tema su cui si potrebbe ragionare e ben ragionare”

Mentre in Italia si discute e si cerca di comprendere quale sia la linea del Governo, fra annunci, precisazioni e mezze smentite, si guarda anche oltre i confini nazionali, per comprendere la situazione all’estero. Il Post rileva che “16 paesi su 28 membri dell’Unione Europea le aperture domenicali sono consentite con poche o nessuna limitazione. In altri 12 sono limitate – con vari gradi di severità – a certe fasce orarie e certe attività (le principali deroghe riguardano negozi di alimentari, panetterie, musei, negozi della grande distribuzione, giornalai, attività presenti dentro stazioni di servizio, stazioni dei treni e aeroporti). Nessun paese europeo vieta del tutto le aperture domenicali”.

Un altro paese che viene studiato è la Svizzera dove, come accennato in apertura, lo stop domenicale è attivo già da tempo: la domenica e le altre festività sono aperti poco più di 2.100 negozi e solo in luoghi nevralgici, come aeroporti, stazioni ferroviarie e alcuni distributori di benzina. Per questo motivo gli svizzeri la domenica si recano negli stati confinanti per fare shopping: gli abitanti del Canton Ticino, per esempio, vanno a fare la spesa in provincia di Varese (come a Ponte Tresa o a Maccagno), nel Comasco, nel Verbano Cusio Ossola, a Ponte Chiasso: insomma in località vicino al confine. E gli altri svizzeri si spostano in Francia o Germania. La tendenza per la Svizzera però è contraria a quella italiana, con un’abolizione dei divieti e l’introduzione della possibilità di tenere le serrande alzate anche la domenica.

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