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NASCE LA DALLARA ACADEMY

È stata inaugurata la nuova sede della Dallara Academy, il concretizzarsi di un’idea molto ambiziosa portata avanti e fortemente voluta dallo stesso ingegnere Giampaolo Dallara, tanto da finanziare personalmente per intero l’opera. La scelta di erigere l’edificio a Varano de’ Melegari, dove si trova il circuito automobilistico dove gli studenti della Squadra Corse del Politecnico di Torino partecipano alle gare della Formula Student con i loro veicoli autoprodotti, è l’espressione più vera della passione che da sempre è centrale nel lavoro di Dallara.



La Dallara Academy entra attivamente a fare parte del MUNER, un programma formativo di eccellenza che vede collaborare gli atenei della regione Emilia Romagna con i brand automotive più importanti della motor valley, mettendo a disposizione aule, laboratori e 45 anni di esperienza in pista.

La progettazione dell’edificio, descritto come «un complesso che pone attenzione alla topografia del luogo, al suo inserimento nel paesaggio, alla sua doppia percezione (dall’esterno e dall’interno), e che ha la volontà di essere un luogo di ricerca, di progetto, di incontro, di eccellenza… un edificio veloce e lento, silenzioso e sonoro, tecnologico e poetico» è stata vinta da Atelier(s) Alfonso Femia.

L’aspetto della composizione volumetrica lascia spazio a fessure che librano viste prospettiche di taglio verso l’interno; l’edificio non vuole rivelarsi in modo immediato, vuole essere letto mentre lo si percorre, scoprendo continue interferenze tra l’interno e l’esterno.

I materiali che compongono l’edificio della Dallara Academy trasmettono un forte senso di concretezza, di materia, di tessiture, di segni, in antitesi con l’aspettativa di un contesto così fortemente caratterizzato dall’“immagine meccanica”. Si nota altresì una forte volontà di separare nettamente la zona “a monte” opaca, rivestita da un materiale naturale, che ricorda la pietra, evidente omaggio a elementi tipici delle colline limitrofe; e una zona “a valle” che si caratterizza per essere il suo opposto, molto luminosa, con una particolare finitura ottone che ricopre i diversi materiali con la presenza di un forte segno trasparente in vetro. Infine, i grandi coni, contenitori di cultura, fanno di tutto per mostrarsi con un rivestimento ceramico che permette al materiale di riflettersi in molteplici cromie.

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